giovedì 5 aprile 2018

IL RICERCATORE SPIRITUALE





Chi svolge un'attività di ricerca viene comunemente definito “ricercatore”. Un ricercatore può occuparsi di svariati argomenti, ad esempio può spaziare nel campo scientifico, medico, tecnologico, ecc..
Coloro che dedicano la vita alla ricerca in questi campi devono avere una preparazione specifica, con anni di studi accademici nel settore scelto per assumere una preparazione adeguata. Forse nel campo spirituale, ricercatori si nasce, ma sicuramente lo si diventa.
Come per gli argomenti ordinari, anche per il mondo “sottile” c'è bisogno di una preparazione specifica, ma dal mio punto di vista, è fondamentale possedere una sorta di “predisposizione”, una accesa curiosità appartenente a una realtà immateriale.
Il significato della parola “spirituale” ha diverse varianti, e come tutte le cose mutabili ed immutabili, la definizione dipende sempre dal punto di osservazione di chi lo definisce.
Secondo la fisiologia antica, lo SPIRITO è il fluido sottile (detto più precisamente spirito vitale) che, scorrendo dal cuore e dal cervello ai singoli organi, determinerebbe le sensazioni e i moti dell'anima.
Secondo le religioni lo SPIRITO è in contrapposizione alla materia e definisce una ‘sostanza mistica’ o una ‘natura incorporea’ (Dio è purissimo spirito), un ‘essere immateriale in quanto appartenente a un ordine soprannaturale e superiore.
Nella teologia cattolica lo SPIRITO Santo è la terza persona della Trinità. Inoltre gli viene attribuito anche il significato di Soffio, alito: esalare lo spirito, l'ultimo respiro, la componente che rende possibile la vita.
In senso specificamente filosofico, lo SPIRITO è la ‘realtà pensante o cosciente’.
Nelle mie pubblicazioni mi definisco un ricercatore spirituale, ma qual'è il mio punto di osservazione? E' presto detto: sono un ricercatore della realtà cosciente, ossia della coscienza.
Ho una visione molto controversa di tutto ciò che appartiene al mondo immateriale, e di conseguenza anche il significato che attribuisco a coloro che ricercano lo spirito è ben diverso dal “solito”.
Solitamente, un ricercatore spirituale viene “etichettato” come colui/colei che ricerca ciò che è al di là dell'apparente materia, intenzionato cosapevolmente o inconsapevolmente a scindere ciò che è materiale da ciò che non lo è, apparentemente appunto. Questa dicotomia materia/immateria accompagna la visione del “ricercatore” da quando esiste l'uomo in grado di “pensare”, alla ricerca di quel mondo invisibile che da millenni si identifica come il “sito” dove l'anima dell'uomo continua la sua esistenza dopo il trapasso terreno, dove entità “superiori” come gli angeli o gli arcangeli dimorano al fianco di Dio (religiosamente parlando).
Ma attualmente, dopo diversi millenni di storia, esiste una prova concreta oltre ogni ragionevole dubbio? NO, o perlomeno non ancora...
La verità è una conquista personale”. E' con questa frase che amo esordire prima e dopo ogni mio scritto, perché amo sottolineare che tutto ciò che pensiamo e crediamo dipende sostanzialmente da due fattori:
  • Lo stato di coscienza in cui ci si trova.
  • Il punto di osservazione.
La meccanica quantistica ci ha aiutato parecchio in questo senso. Dai primi decenni del 1900, con il principio di indeterminazione di Heisenberg, vennero stabiliti i limiti nella conoscenza e nella misurazione. Nel caso specifico della meccanica quantistica, i limiti di misurazione e di conseguenza della conoscenza di essi dipendono dall'impossibilità di stabilirne dei valori di grandezze fisiche o nelle formulazioni più recenti e generali, incompatibili, in un sistema fisico.
Nella sperimentazione da laboratorio, in pratica, il principio di indeterminazione ci dice che non è possibile misurare contemporaneamente e con estrema esattezza le proprietà che definiscono lo stato di una particella elementare.
Per intenderci, se fossimo capaci di determinare con precisione assoluta la posizione di questa particella elementare, ci troveremmo ad avere massima incertezza sulla sua velocità.
Perché accade questo? Perché in linea di principio utilizzando un microscopio, sempre più potente, si può pensare di individuare la posizione con sempre maggiore precisione. Tuttavia, per fare ciò, noi dobbiamo illuminare la particella con un fascio di luce, per poterla “vedere” al microscopio, e così facendo, dato che la luce porta energia ed impulso, la nostra particella riceverebbe una piccola spinta che cambierebbe il suo stato di moto (velocità). Quindi, più la particella viene illuminata da microscopi sempre più potenti, più le si da energia, più si cambia il suo momento, cioè la sua velocità, e sempre meno possiamo determinare la sua posizione iniziale e la sua velocità di partenza.
Le due misure, della posizione e della velocità di impulso (massa moltiplicata per la velocità) comportano un'indeterminazione complessiva. Concettualmente il principio di indeterminazione significa che l'osservatore, cioè lo scienziato che fa la misura, non può mai essere considerato un semplice spettatore, ma che il suo intervento, nel misurare le cose, produce degli effetti non calcolabili, e dunque un'indeterminazione che non si può eliminare.
L'osservatore quindi condiziona l'osservato.
Ciò che sto cercando di farti capire è che tutto ciò che osservi e percepisci è condizionato da te stesso, da ciò che credi e pensi, da tutto ciò che in quel momento che osservi, il tuo stato di coscienza ti permette di interpretare. Per questo motivo sostengo che la verità è una conquista personale, perché tutto ciò che determini con l'osservazione delle cose e della realtà che ti circonda, dipende solo da te.
Tutto inizia dentro di noi, non fuori. Ricercare il “mondo spirituale” per me significa ricercare la propria essenza nel profondo di se stessi, senza scindere il materiale dall'immateriale, perché entrambi compongono la nostra attuale realtà tridimensionale. Paradossalmente parlando, il trapasso non significa varcare la porta tra il materiale e l'immateriale, cioè non è il moto che conduce la nostra essenza nel mondo dei defunti. No, per me non è cosi scontato. Dal mio punto di vista il trapasso è semplicemente un diverso stato di coscienza, in una realtà diversa, un mondo collegato a quello stato specifico di coscienza determinata dal passaggio dell'essere da una stato tridimensionale ad uno stato “diverso” ma non definitivo. L'essere sperimenta diversi stati di coscienza, in diversi luoghi percepiti dagli stessi stati di coscienza, ma non in punti dello spazio diversi tra loro, e nemmeno in punti del tempo diversi da loro. L'essere vive e sperimenta situazioni differenti nel medesimo istante. Per semplificare ciò che intendo posso dire che l'essere sperimenta diverse dimensioni nello stesso istante, come se il nostro “spirito” o come preferisco chiamarla io “ essenza” sia suddivisa in tante parti che dimorano in stati coscienziali diversi, senza limiti temporali. Nella dimensione attuale, dove ti sto scrivendo, la percezione temporale è solo una elaborazione mentale, un processo indotto per sperimentare questa dimensione tridimensionale (altezza, lunghezza, spessore) che determina la massa fisica. Ecco che sperimentiamo la tridimensionalità (fisicità) utilizzando un'elaborazione mentale che determina la linea temporale, dove esiste un inizio ed una fine. Questa è la dimensione della dualità, basata sulla legge degli opposti, come del resto la linea temporale e la tridimensionalità. Ogni cosa si misura in ordine crescente e decrescente, tempo, lunghezza, spessore, profondità. Ricordi il discorso iniziale? La scissione tra materiale e immateriale, materia e spirito? Partendo da un presupposto molto più vasto, ora puoi considerare che ciò che viene scisso in questa realtà in verità è un tutt'uno, elaborato mentalmente dal nostro stato di coscienza di questo universo spazio/temporale.

To be continued...

venerdì 2 marzo 2018

A COSA SERVE QUESTO BLOG?

Qui sono raccolte le mie impressioni e le mie esperienze che ti inviteranno a riflettere sull'importanza che ha la relazione fra il mondo fisico e quello spirituale. Questi articoli ti porteranno a prendere consapevolezza del fatto che non esistono due mondi separati (fisico e spirituale) ma un unico, grande campo di energia che si presenta in forme diverse seppure inseparabili l'una dall'altra. Ciò che scrivo è espresso con un linguaggio piuttosto semplice e mi auguro che serva a sviluppare in te il trampolino di lancio alla comprensione individuale, ma mi raccomando, non devi intendere nulla come verità assoluta.
Di solito non amo dare una definizione precisa a ciò che scrivo, ma per una volta intendo sbilanciarmi, voglio definire questo blog un "allenatore" per lo sviluppo dell'anima.
In queste pagine troverai un insieme di esercitazioni pratiche sul lavoro di Auto-Osservazione. L'intento è quello di mettere a tua disposizione un sunto intuitivo dei principi e degli esercizi riguardanti il lavoro di Auto-conoscenza. L'impostazione di ciò che pubblico è di tipo "pratico", le idee che presento sono frutto di esperienze "personali", e come tali sono da verificarsi nella pratica, cioè nell'esperienza Interiore, che è l'unica esperienza per poter comprendere appieno ciò che presento, poiché nell'esperienza esteriore non si comprenderebbe un bel niente, essendo illusione fenomenica (percepita dai sensi). Ti starai chiedendo: Ma come si fa?  Scuotendo se stessi, con uno sforzo intenzionale mirato, mettendo da parte le idee, le credenze, le considerazioni soggettive che ti condizionano. Le idee, le credenze e le considerazioni personali sono solo un Inganno, devi uscire dal "fiume" di pensieri che ti domina continuamente, uscire dallo Stato di Coscienza Ordinario.
L'unico mezzo possibile è il Lavoro su se stessi, per diventare Coscienti. 
L'obbiettivo dell'Auto-conoscenza  è quello di "Essere" cioè "Essere Differenti". Quindi "allenatore dell'anima" per me significa allenare il mondo interiore ad uno stato di coscienza maggiore, perché credo che soltanto conoscendo meglio se stessi e avendo consapevolezza del proprio mondo interno sia possibile, conoscere il mondo e l'Infinito, cioè vivere una vita più piena e più serena ogni giorno.

Claudio Gandhi


P.S. 
Esistono Leggi Universali che possono essere solo "Comprese", per questo motivo non vi è nessun merito personale in ciò che pubblico.

mercoledì 28 febbraio 2018

144.000 “sigillati” salveranno il mondo, tu sei uno di questi?







Sfogliando la Bibbia, nel libro delle rivelazioni (Apocalisse di Giovanni 14:3-5) si narra una profezia, particolarmente interessante.
Si dice che in un futuro non troppo lontano (n.d.r.), ci sarà la comparsa di 144.000 Giudei “sigillati”, il che significa che hanno una protezione speciale da parte di Dio, sia da tutti i giudizi divini, sia dall'operato dell’Anticristo.  I 144.000 Giudei saranno una sorta di “primi frutti” (Apocalisse 14:4) di un Israele riscattato secondo le profezie (Zaccaria 12:10; Romani 11:25-27), la cui missione è di evangelizzare il mondo dopo il rapimento e proclamare il vangelo durante il periodo della tribolazione. Come risultato del loro ministero, una “folla immensa che nessuno poteva contare, proveniente da tutte le nazioni, tribù, popoli e lingue” (Apocalisse 7:9) verrà alla fede in Cristo.
Ci avevano già pensato i Testimoni di Geova a creare confusione sul numero dei 144.000.
Questi affermano che 144.000 è il numero limite delle persone che regneranno con Cristo in cielo e che passeranno l’eternità con Dio. Secondo i Testimoni di Geova, i 144.000 hanno quello che viene chiamata la “speranza celeste”. 
Poi negli ultimi decenni, sono arrivati i maestri spirituali, i guru della New Age, gli insegnanti spirituali o i cosi detti “psichici” che hanno trasformato la numerazione profetica in un dato di fatto, e che presto, porterà a compimento l’incarnazione di 144.000 operatori di luce che salveranno la terra dalle “forze dell’oscurità” durante i tempi finali del kali yuga.
A parer mio, la numerazione contenuta in questa profezia deve essere interpretata come “numero simbolico”, come del resto, gran parte della profezia stessa.
Vengono scritti e rivisitati ciclicamente articoli inerenti questo numero, ed uno di questi articoli (fonte: www.lifecoachcode.com) mi ha incuriosito in modo particolare.
Secondo l'articolo, i 144.000 operatori di luce sono qui ora, sulla terra, sotto forma di uomini e donne che individualmente fanno parte integrale del processo di “risveglio” per uno scopo divino sulla terra, e probabilmente, la maggior parte di loro, non ricorda nulla di chi sono veramente. Le loro memorie sono state programmate e temporizzate a livello cellulare, e si sveglieranno a se stesse e alla loro vera identità nel momento propizio, e verranno chiamate in causa nel momento più delicato della storia del nostro amato pianeta, e quando avverrà, gli operatori di luce si incarneranno nei 144.000 prescelti.
Cosa dovranno fare? Salvare il mondo.
L'articolo prosegue sostenendo che il termine “salvare il mondo” non è inteso come “ salvare il pianeta” , perché la terra di per sé sta bene, e non c'è nessuna guerra da sostenere tra luce e ombra su questo piano.
Salvare il pianeta è inteso come salvare l'uomo, perché c'è qualcosa di profondamente marcio nella nostra psiche collettiva e dobbiamo affrontarlo.
Confesso, a mio umile parere, che questa, in tutto l'articolo, è l'affermazione su cui mi trovo completamente d'accordo. Le cosiddette “forze dell’oscurità”, a parer mio non sono altro che la semplice proiezione di questa ombra profonda all'interno di tutti noi, che dobbiamo al più presto affrontare: L'EGO.
Ora come affrontare questa oscurità interiore?
Tornando all'articolo, entrano in gioco i 144.000 operatori di luce, che secondo le caratteristiche divine possono “guarire” a livello mentale, fisico, emozionale e spirituale.
E come lo possono fare? Attraverso il loro lavoro e la loro energia una volta imparato a controllarla e gestirla. Grazie ai 144.000, il mondo sarà salvo (l'uomo) dalle forze dell'oscurità perché guariranno le ombre dell'umanità su ogni livello, dal fisico allo spirituale.
Ci sono 10 tratti che caratterizzano gli operatori, “sintomi” sperimentati da coloro che sono già nel processo di risveglio, e sostengono che questi tratti sono comuni a tutti.
Sei anche tu uno di loro? Sei un prescelto che salverà l'uomo dal peso di se stesso (il proprio ego)?
Nell'elenco che segue, sono classificati i dieci tratti che caratterizzano l'operatore di luce profetizzati, se sperimenti una di queste caratteristiche, “forse” sei uno di loro:
  1. Ti sei sempre identificato con personaggi eroici e supereroi. E lo fai ancora, anche se adesso sei un adulto;
  2. Hai uno scopo profondo che molte persone non conoscono. Potresti non essere sicuro di te, ma sai solo che sei nato per qualcosa di più grande;
  3. Hai una comprensione interiore dei concetti spirituali, delle conoscenze superiori e della saggezza cosmica che ti sembrano naturali;
  4. Ami le persone, ma le odi allo stesso tempo. E’ una gran confusione per te. È come si ami incondizionatamente coloro sono nella propria anima, ma odi tutti i rifiuti che impediscono loro di brillare, come il loro ego, le dipendenze, le decisioni stupide e la negatività;
  5. Potresti avere attacchi di panico e problemi di ansia;
  6. Ami gli animali e soffri profondamente per il male che patiscono per soddisfare le nostre esigenze;
  7. Non puoi resistere all'ingiustizia;
  8. Cerchi sempre di alleggerire l’umore. Se qualcosa è teso dici una battuta, se qualcuno è giù, fai il tuo meglio per rasserenarlo, se qualcuno sta chiedendo il tuo aiuto, potresti fare di tutto per aiutarlo;
  9. Tu tendi ad ispirare gli altri, anche se non lo sai;
  10. Ti piace fondere le dualità nell'unicità, come la scienza e la spiritualità, la psicologia e la filosofia, la tecnologia e la natura.

Personalmente non mi trovo molto d'accordo nell'affermare che basta sperimentare uno di questi tratti per potersi riconoscere in un operatore di luce. Osservando le 10 caratteristiche si evince che chiunque potrebbe manifestare uno di questi tratti, quindi a conti fatti, tutti potremmo essere potenziali operatori di luce.
Lessi la prima volta questo articolo a maggio dell'anno scorso e dopo averlo tradotto, rimasi particolarmente incuriosito dai “sintomi” descritti, in cui mi ritrovavo totalmente, alcuni dei quali (tratti 8,9,10) mi venivano confermati da diverse persone che mi conoscevano o che seguivano ciò che pubblicavo nei miei Blog. Fui particolarmente sorpreso quando lessi l tratti 1 e 2, cosa che a 50 anni effettivamente fa sorridere, ma che manifesto tutt'ora, in cui mi riconosco da sempre.
Il tratto 3 mi riporta al mio vissuto, ai miei studi esoterici, alle mie ricerche nel mondo teosofico, mistico e spirituale, ai miei 40 anni dedicati a queste tematiche, che cominciarono quando i miei coetanei giocavano con i soldatini a fare la guerra. I tratti 4,6,7 e 10 sono caratteristiche spiccate della mia essenza. Oltre per finire il tratto 5 che onestamente, penso sia riscontrato da chiunque decide di vivere la vita andando controcorrente, subendo sulla propria pelle la delusione del giudizio, restando fedele ai propri valori, come la responsabilità per esempio. Chi non ha mai rischiato attacchi d'ansia quando lotta per essere responsabile, non solo per sé, ma anche per gli altri?
Io non mi sento un “operatore di luce”, non ho mai creduto a queste definizioni New Age.
Conosco però cosa significa percorrere la via del “risveglio”, conosco cosa significa adoperarsi per il prossimo e considerare il “servizio” una virtù insostituibile e ineguagliabile per valore e importanza, ma soprattutto conosco l'azione subdola e potenziale del'ego umano, ed il potere che esercita sulla persona. Tempo fa, scrissi un articolo che fece molto discutere, dove sostenni che il male non è esterno all'uomo, ma che risiede nell'uomo. L'uomo è malvagio, indipendentemente dalle circostanze esterne ad esso, o da influenze esterne ad esso. A parer mio, l'uomo non manifesta la propria malvagità perché è guidato da un'entità esterna a sé, l'uomo agisce con malvagità perché la cattiveria è congenita in lui, è parte integrale della sua personalità, è intrinseca nei suoi ego. Non a caso Satana è l'oppositore, l'avversario, identificato nell'antico testamento con il diavolo, il serpente “tentatore”, che spinge gli uomini al male. Il diavolo non è la causa quindi del male sulla terra, ma colui che ti inganna per far “emergere” il male che c'è in ogni uomo della terra. Ci meravigliamo quindi se questo pianeta è governato dal male? Le società che popolano questo meraviglioso pianeta sono costituite da persone, e come tali se queste persone custodiscono in loro il male, queste società saranno malvagie, e di riflesso, anche questo povero pianeta abitato dal “primate” pseudo evoluto.
L'ombra dell'umanità è l'uomo stesso, che deve affrontare, riconoscere e trascendere i propri ego negativi, l'unica causa della malvagità di questa specie vivente.
Sono troppe le volte che ho sentito parlare di associazioni che intendono cambiare il mondo per renderlo “migliore”, associazioni guidate da uomini con un egocentrismo smisurato che predicano di altruismo, etica, amore e pace. L'uomo cosi com'è non può cambiare nulla. L'uomo moderno vive nell'ipocrisia più assoluta, vive per il tornaconto personale e si adopera per gonfiare la propria facciata per sembrare quello che non è, agli occhi degli altri. Può un egocentrico seminare perle di altruismo? NO. Può solo fare finta, per ingannare gli altri e gonfiare il proprio ego.
Dal punto di vista dell'articolo sopra citato, dovrei essere uno dei potenziali 144.000 prescelti che dovranno cambiare l'uomo ed il mondo. Ma secondo me (e per i restanti 139.999 “sigillati” da Dio), se ogni uomo di questo piano non si decide ad affrontare i suoi fantasmi interiori, cambiando il suo attuale stato di coscienza, questa umanità è destinata ad autodistruggersi, restando legata ad un “sogno” che affascina solo il dormiente, vivendo nella speranza che qualcuno faccia il lavoro sporco per lui...

Claudio Gandhi





















venerdì 10 marzo 2017

G.I.GURDJIEFF e La metafora della carrozza




Scoprii il pensiero di questo grande mistico per caso, e fu proprio l'argomento in questione che mi spinse a seguire e praticare i suoi insegnamenti. Il mio percorso nel mondo esoterico cominciò in tenera età, ero appena quattordicenne, mi affascinò un libro sull'ipnosi che trovai sulla scrivania di un mio parente. Da allora, la strada nel mondo del “mistero” si fece sempre più larga, studiai diverse discipline, come l'occultismo, lo sciamanesimo, l'ipnosi regressiva, l'ufologia, per menzionarne alcune. A diciassette anni entrai a far parte del gruppo Teosofico italiano, che mi donò le basi per continuare il percorso che tutt'oggi percorro. Fui membro di questo gruppo per diversi anni, ma sempre con una mente elastica ed aperta. La maturità ed la professione rubarono gran parte del mio tempo, e dopo i trentanni, fui avvolto completamente dal mondo ordinario e dalle sue insidie di carattere materialistiche. Fu un trauma di una certa importanza a scuotermi, riportandomi dopo dieci anni trascorsi nella lussuria, a ricalcare il percorso dello sviluppo interiore. In quel periodo, mi ritrovai in una confusione “esistenziale” totale, cercavo qualsiasi cosa mi potesse rimettere in “bolla”, come suggeriva la mia professione (ero titolare di 2 aziende che operavano nel campo dell'edilizia). Ripresi in mano gli studi riposti nel cassetto per troppo tempo, ma la confusione era tale da non riuscire a venirne a capo. Poi un giorno, per caso, trovai in rete questo disegno, e cambiò radicalmente la mia vita.

Questo disegno raffigura una metafora che monsieur Gurdjieff utilizzava per spiegare ai suoi allievi l'essere umano ed il suo funzionamento. Mi affascinò la semplicità con cui quest'uomo carismatico riuscì a spiegare un concetto tanto complesso, utilizzando termini comuni, abbinati a termini del mondo esoterico.
E' semplice quanto straordinariamente attuale e veritiero: la carrozza è il corpo fisico, i cavalli le emozioni, il cocchiere la mente, e il passeggero la coscienza.
Per aggiornarlo ai nostri tempi potrei disegnare un taxi, dove il corpo fisico è l'auto, il motore le emozioni, il conducente la mente ed il cliente la coscienza.
Questa “genialata”, concedimi il termine, serviva a spiegare agli allievi, il procedimento per cui la coscienza che è in ognuno di noi, è assopita in un sonno indotto, spiegando il funzionamento del “pilota automatico” (mente ed emozioni) che gestisce la nostra “macchina biologica” (il corpo fisico).
La coscienza, che puoi chiamare anche essenza, vero io, o come preferisci, in te “DORME” e tutto ciò che decidi e metti in pratica tramite il tuo corpo, ossia le tue azioni, sono pilotate dalla tua mente e dalle tue emozioni. Ciò che chiamiamo comunemente “mormorio interiore” è il meccanismo del motore della macchina biologica che istancabile, continua a girare nella tua testa, un insieme di pensieri che a loro volta generano emozioni, che a loro volta generano azioni fisiche. In questo mormorio mentale, non solo i pensieri arrivano in automatico, ma molti sono stati impiantati ad hoc. La tua personalità, ciò che tu credi di essere realmente, non è poi cosi stabile come credi, e molti io che la compongono solo “alieni” al cliente del taxi che sta dormendo comodo sul sedile posteriore dell'auto.
Quando il cocchiere è confuso e non sa dove andare, la carrozza viene guidata dai cavalli che automaticamente la trainano, senza direzione alcuna, mentre la coscienza dorme. E se la coscienza dorme, quanta consapevolezza hai di ciò che fai, dici e decidi?
Durante la nostra giornata il passeggero e' sempre dormiente, lasciando spazio al cocchiere che segue sempre la solita abitudinaria strada trainata dai cavalli secondo i programmi fatti di schemi e credenze, che risiedono nell'inconscio. L'inconscio lavora in automatico e sa cosa fare, dopo aver ricevute le appropriate informazioni. Appunto per questo si chiama inconscio, perchè si verifica fuori dalla portata della nostra coscienza.
Rifletti: quante azioni e pensieri si fanno senza l'utilizzo della consapevolezza? Quante sono le azioni ed i pensieri automatici nell'essere umano? Non parlo solo dei movimenti organici, come il battito cardiaco, che avviene automaticamente. Parlo di andare in bicicletta mentre ascolto la musica e penso ad andare al mare, parlo di quando lavo I piatti e penso alla bolletta da pagare, parlo di quando mi lavo e canto sotto la doccia e penso alla donna dei miei sogni. La mia mente mi permette di pensare ad una cosa mentre il corpo ne fa un'altra. Anche i comportamenti sono automatici, in base all'esperienza che stiamo facendo, pensiamo una cosa, ne diciamo un'altre e poi ne facciamo un'altra ancora. Quanta consapevolezza c'è nel vivere in questo modo? Quanto di ciò che ci accade, dipende da noi? Abbiamo pochissima consapevolezza della nostra vita, ed è inutile stupirsi quando in facebook scrivo che tutto ci accade..
Poiché l'inconscio non può scegliere cosa imparare e cosa scartare, spesso memorizza programmi e credenze limitanti (schemi mentali), ricevuti durante l'educazione infantile e dall'ambiente circostante (abitudini sociali). A quel punto la mente, come un bravo cocchiere, entra in azione e continua a percorrere le stesse strade, le stesse esperienze, le stesse situazioni e gli stessi incontri, anche se non più desiderati o necessari.
Come può il cocchiere dare le opportune istruzioni ai cavalli se non sa qual'è la destinazione? Per saperlo deve chiederlo al passeggero, che gli indicherà la meta, così lui potrà guidare i cavalli.
Il passeggero è la nostra coscienza, Se' superiore o altro. Non importa come la chiami, ciò che importa è riconnettersi con lei, perché è la sola che può esprimere la nostra unica essenza, la sola che può dare istruzioni precise alla nostra mente, consapevolmente, per essere comprese e accettate dall'inconscio.
Dobbiamo essere svegli nel momento presente, silenziando il più possibile il mormorio interiore della nostra mente, osservando consapevolmente i nostri pensieri, le nostre emozioni, le nostre azioni. Osservando I tre centri umani ( mente, corpo, emozioni) capiremo quali sono i nostri schemi mentali, qual'è l'azione imponente dei nostri ego, quanti pensieri ed emozioni nascono da loro, quanti comportamenti automatici ci gestiscono, ben radicati nel nostro inconscio.
Quando il passeggero è sveglio, l'andamento della carrozza è frutto di una scelta consapevole, non del solito programma egoico di turno. Solo nella presenza (ricordo di sè) si trova la forza per cambiare l'automaticità dell'essere umano, risvegliando la macchina biologica, che trasformerà l'essere.
Un percorso di acquisizione di consapevolezza, che è il metro di misura della coscienza, consentirà di riappropriarsi di se stessi, vivendo una vita “ reale” , trovando l'equilibrio, o centro di gravità permanente, consapevole tra le emozioni, i sentimenti, le azioni, le percezioni, le sensazioni ed i pensieri.
Questo è ciò che chiamo ESSERE un uomo stra-ordinario.

                                   Claudio Gandhi






sabato 10 dicembre 2016

INNAMORARSI (Parte seconda)



Esistono teorie molto più interessanti riguardo l'innamoramento, d'accordo i neurotrasmettitori, le emozioni e la psiche, ma a livello empirico ho potuto constatare che le ipotesi esoteriche impartitemi dalle scuole che ho frequentato, hanno un valore più concreto che teorico, ma partono da una base nettamente diversa dal contesto generale con cui vengono insegnate.

Nella totale libertà di giudizio, lascio a te (che leggi) la facoltà di scegliere la chiave di lettura adeguata per risolvere il mistero che si cela dietro la domanda che segue: perché ci innamoriamo?
L'ipotesi che sto per proporti, è puramente personale, non voglio creare supposizioni superflue nel tuo bagaglio di conoscenze e credenze.

Molte persone che si occupano di esoterismo e dei mondi sottili si sono interessate a questo argomento, e le ipotesi formulate sono molte, spesso simili, che accostate una vicino l'altra, non ti permettono di trovare la sottile differenza che le rende appunto tali, ma non identiche.
Nello scenario storico millenario che ci precede, si è formata una linea di pensiero comune, che affascina molto, considerando le potenzialità di espressione che mette a disposizione a livello emotivo. Il pensiero di cui parlo è: L'anima gemella.

L'ipotesi ormai accreditata, tanto accettata quanto diffusa, sostiene che nessun incontro (tra essere umani) capita per caso, ma tutto viene deciso nei minimi dettagli dall'anima prima della reincarnazione terrena. Questo è stato sostenuto, e lo è tutt'ora, dalla Teosofia, dalle tradizioni antiche di diverse scuole esoteriche, da Jung, da Platone, dal promotore dei fiori di Bach, Edward e dall'opinione pubblica in generale di diverso credo e religione.

Inoltre le ipotesi più discusse e divulgate dalla New Age avvalorano piccole modifiche riguardo le ipotesi esoteriche di cui sopra. Secondo questa visione dell'evoluzione dell'essere le anime scelgono di nascere in una determinata famiglia, decidono di fare determinate esperienze e di innamorarsi di certe persone, proprio perché questi passi implicano il superamento da parte loro di prove per la loro crescita. Tutte le persone con cui vengono a contatto durante la loro vita terrena, appartengono al loro stesso gruppo di anime compagne, con un livello vibrazionale simile, per affrontare la scuola dell’evoluzione: la vita.
Sempre secondo questa visione, ogni persona che incontriamo ha un compito, consegnarci un messaggio, una lezione da insegnarci, e le diverse storie si intrecciano e continuano attraverso le vite e le dimensioni. Il partner di cui ci innamoriamo, è quasi di certo un’anima che abbiamo già incontrato, o che stiamo incontrando in questo stesso momento, ma in un’altra dimensione. Grazie a ciò lo riconosciamo immediatamente e il suo sguardo risveglia in noi istinti dimenticati, grazie al fatto che prima di nascere ci siamo messi d’accordo con lui per innamorarci e, abbiamo pianificato insieme anche il nostro primo incontro, per poterci riconoscere quando sarebbe giunto il momento.

Il conte di Saint Germain disse: Quando vi libererete dell’idea che l’Anima Compagna sia un’entità capace di portarvi la felicità, e quando intenderete come Anima Compagna il resto dell’umanità, allora l’entità – la vostra Anima Compagna – quella che vi renderà possibile l’esperienza della felicità, apparirà sul vostro cammino”.

Ci sono punti d'incontro tra questa visione e la mia, ma ho parecchio da opinare. In qualche modo le persone che frequentiamo sono complementari a noi a livello esperenziale, ed anche a livello relazionale di coppia. Ma il mio punto di vista, prevede che non esistono le anime, per come siamo abituati a concepirle, e per questo motivo non esistono le “anime gemelle”.
La parola anima per me assume un significato nettamente diverso dalla credenza ordinaria. Nessuno nasce con un anima, ma con la possibilità di creare qualcosa che possiamo chiamare anche anima.
Spiegherò in un altro contesto cosa significa essere anima, ora cercherò di spiegare il mio pensiero riguardo la domanda iniziale, ossia perché ci innamoriamo, ma soprattutto cosa significa trovare nel contesto della esperienza terrena ciò che definisco “forma complementare”, o per i più romantici, forma gemella.

Se affermo che la Terra si trova nel punto del creato come forma fisica, la nota Terza Dimensione, non dico nulla di nuovo. Ti creo resistente invece se affermo che, l'essenza, l'essere, per “ evolvere” in modo equilibrato, lo può fare solo da qui, da questo piano tridimensionale/temporale.. Dalla terra. 

Riassumendo velocemente il concetto di evoluzione, cercherò di spiegarti perché può evolvere solo qui in questo piano. 

La Coscienza Omnia  (esistente al di fuori dello spazio-tempo), ha creato lo spazio-tempo per avere una forma energetica , e quindi definita, per poter fare esperienza di quello che già sa. Vivere quello che sa, in una forma energetica, è quindi per sua natura, “ limitata”. L' energia, quindi, non è altro che l'essenza o sostanza base di cui è composto lo spazio-tempo. Tutto lo spazio tempo si basa sull'energia. L' energia serve alla Coscienza Omnia per rendere “finito” il sapere di . Lo spazio-tempo quindi, permette alla Coscienza , di dividersi ed espandersi in tante piccole parti, dove sperimenta e comprende L'unità nella dualità. Per fare ciò utilizza il pensiero, o forma-pensiero . E' il pensiero che crea la forma.
La Coscienza, quindi, con la forma-pensiero sperimenta la Dualità.

Tutto quello che si può dividere, forma la polarità, e i poli, sono simili e complementari.
  • Simili perché vivono contemporaneamente la stessa vita, cioè la stessa realtà.
  • Complementari perché hanno un significato diverso, ma si possono unire. (Tenete bene a mente queste ultime parole, “ si possono unire” perché i poli opposti si attraggono).

Ora sappiamo che nello spazio-tempo vige la dualità, bene/male, positivo/negativo, uomo/donna, grande/piccolo, ecc.. Dato che lo scopo dell'evoluzione dell'essere non è altro che quello di tornare all'Unità , e quindi riunire tutti i poli dei vari pensieri, allora tra questi si dovrà riunire anche il polo del pensiero della parte maschile con il polo del pensiero della parte femminile. Le polarità però, prima devono essere trascese, e poi devono essere integrate in un unico pensiero che le unisca. Quindi anche per i pensieri di forma maschile e forma femminile, due polarità del pensiero di unità fisica, ci deve essere prima una trascesa di tali pensieri per permettere loro di integrarsi nel pensiero di unità fisica. Entriamo in dettaglio:
Tutto ciò che esiste è pensiero. Esiste il pensiero della forma fisica. Esiste il pensiero della forma fisica maschile ed il pensiero della forma fisica femminile. Ed esiste il pensiero che integra tali due pensieri che è il pensiero dell'unità fisica dei poli maschile e femminile. A livello di forma, cosa significa integrare il pensiero della forma fisica maschile ed il pensiero della forma fisica femminile? 

Significa semplicemente che le due forme, maschile e femminile, si uniscono fisicamente e cioè stanno assieme praticamente tutto il tempo che trascorrono nella forma ( relazione nella vita fisica). Questo perché la sintonia di pensiero, che sarà sempre maggiore tra le due forme, farà da "collante" e l'amore nella coppia tenderà a rimanere costante.

Questo processo, a livello di forma, è detto “Forma complementare” (o gemella).

Ma se due persone non sono “forme complementari” (cioè stessi pensieri) non possono avere un amore duraturo? SI, può accadere che due “forme non complementari” riescano ad avere una relazione duratura. In questo caso, ognuno dei due tenderà ad evolvere a proprio modo, in base alla propria natura e ai propri pensieri. Se ciò accade significa che uno dei due si "adatta" all'altro, cioè si adatta ai pensieri del partner. E quindi per forza continueranno a rimanere vicini. Ma non è una relazione che condurrà ad una evoluzione di coppia,  se vi è un adattamento reciproco. L'adattamento non rende responsabili i propri pensieri e quindi la propria vita, dipendendo dall'altro. Se due forme non complementari continuano a crescere con la propria testa senza adattarsi all'altro, con il tempo il loro rapporto svanirà. Perché non avranno più pensieri in comune, e nemmeno altro.

Ora, dato che esistono tante forme fisiche e di polarità maschile/femminile, per ogni forma fisica, deve esistere una forma fisica simile e complementare. Non può essere altrimenti in un piano duale, la forma è un pensiero, e il pensiero di una qualsiasi forma fisica maschile deve per forza avere da qualche parte il suo pensiero simile e contrario, cioè il pensiero della forma fisica femminile.

Nelle concezione ordinaria di relazione di coppia questo concetto viene espresso con la definizione di  "anima gemella", ma anima è un'altra cosa.
Ti starai chiedendo: Ma dov'è ora la mia forma complementare?
Non può che trovarsi qui dove sei tu, cioè sullo stesso piano di realtà! Perché? Perché se non fosse così non potrebbe avvenire l'evoluzione completa dello spazio-tempo, l'abbandono dell'ego, e affinché ciò avvenga è necessario che tutte le polarità, a tutti i livelli dell'esistenza, vengano unite.
Questo significa che su questo piano di realtà in cui vivi, da qualche parte c'è la tua forma complementare. O comunque c'è stata finché era in vita. Quindi tutte le persone presenti oggi sul pianeta hanno o hanno avuto in questa vita la loro forma complementare. Nessuna persona esclusa. Il problema sta nel comprendere e trovare chi è la propria forma complementare, e non sempre si capisce alla prima relazione di coppia. Perché?

Perché i pensieri che ognuno ha dentro di sé tendono a far vivere una realtà piuttosto che un'altra. E quindi tendono ad attirare certe persone piuttosto che altre. Solo nel momento in cui due persone hanno pensieri in comune, si incontreranno. E più pensieri in comune hanno, e più staranno vicini perché simile attira simile. Questo vale anche per le proprie forme complementari. Si attirano a sé solo quando si comincia ad avere con loro dei pensieri in comune, e ciò può avvenire solo se si rimane tendenzialmente allo stesso livello di evoluzione. Se uno dei due rimane più indietro, allora l'unione potrebbe ritardare, ma prima o poi avverrà. L'amore che c'è tra due forme complementari non è paragonabile ad un amore tra due persone che sono assieme solo per affinità di certi pensieri (cioè in sostanza perché c'è karma tra loro). E' un qualcosa di puro, e che per questo non tramonterà mai, fintantoché si rimarrà nella forma.

Il karma può essere quindi visto come il numero di pensieri che due forme hanno in comune. Maggiore è il numero di pensieri in comune, maggiore è il karma. Quindi abbiamo karma con tutto ciò e tutti coloro con cui siamo in contatto, altrimenti non ci attireremmo l'un l'altro. Se non c'è karma, non ci si attira. Le forme complementari sono quindi quelle forme che, se c'è evoluzione, più passa il tempo e più hanno karma cioè pensieri in comune tra loro. Il karma può essere positivo o negativo, cioè relativo a pensieri di unità o separazione. Possiamo dire che, tra diversi esseri, esiste karma positivo quando i pensieri in comune sono pensieri di unità. Esiste karma negativo quando i pensieri in comune sono pensieri polarizzati ancora da trascendere. Esiste infine quello che possiamo chiamare "karma distorto". Distorto come sinonimo di non equilibrato.

Che dire delle persone che muoiono e moriranno? 
Le persone che muoiono e moriranno o non hanno più qui sulla Terra la loro forma gemella, oppure viceversa la lasciano qui, non potranno evolvere in modo completo da sole. Quindi molti di noi hanno qui sulla Terra la propria forma complementare. Per alcuni sarà già al proprio fianco, per altri no. E se si intende evolvere a livello interiore e di crescita su questo piano e in questa esistenza, allora sicuramente significa che la propria forma complementare è qui, ed al momento opportuno si uniranno. Quando avverrà, significa che si sarà pronti ad una vera e unica relazione di coppia.
Cos'è quindi l'amore nella forma? 
Non è altro che l'attrazione reciproca dovuta alla comunanza di pensieri a livello biologico delle due forme che le attrae una all'altra. Quindi non è possibile che, in un rapporto tra due persone, una persona sia innamorata e l'altra no. Perché se si attraggono significa che entrambe hanno gli stessi pensieri dentro di loro.
Allora perché succede che spesso una persona si innamora e l'altro/a no? 
Perché non lo percepiscono. Perché probabilmente l'innamorato ha meno pensieri in comune con questa persona di qualcun altro. Cioè se Andrea si innamora di Anna, significa che hanno dei pensieri in comune che li attraggono, e Anna dovrebbe sentire la stessa cosa a meno che non ci sia un terzo o più terzi, mettiamo Matteo, che ha più pensieri in comune con Anna di quanti ne abbia Andrea. E quindi Anna si sentirà più attratta da Matteo che da Andrea. Quindi Anna sarà più innamorata di Matteo che di Andrea. E se Andrea è innamorato di Anna significa che Anna è la persona dell'altro sesso con la quale ha più pensieri in comune in quel momento. Questo cosa vuol dire? 
Significa che per forza tutti siamo innamorati di qualcuno in ogni momento della nostra vita. 
Perché c'è sempre una persona dell'altro sesso con la quale condividiamo più pensieri rispetto ad altri. L'Amore è alla base della vita di tutti noi e di ogni particella dello spazio-tempo. Perché la Coscienza è amore,  ed ha creato uno spazio-tempo che si basa proprio sulla sua essenza, cioè sull'Amore. Capisci quindi come l'amore sia un concetto puramente biologico? E quindi di attrazione fisica? I pensieri sono biologici nella forma, e quindi i pensieri ( e quindi forme) simili si attraggono.
E' possibile che forme dello stesso sesso si attraggano? 
Si, e' un fatto normale, che può accadere, e come qualsiasi cosa dipende dai pensieri che si hanno dentro. E questo, come già detto, dipende da quanto ci si lascia influenzare dalle proprie convinzioni, dai pensieri dei propri antenati, dei propri sé di altre dimensioni o vite parallele, della società, della scuola, della famiglia ecc. Di certo comunque l'amore è amore, qualsiasi sia il sesso di due persone. 
Nella realtà spazio-temporale, dove esiste la polarizzazione di pensiero, simile attira simile. I poli abbiamo detto essere infatti simili e complementari. Se simile attira simile, allora anche persone che condividono il pensiero dell'attrazione per le persone dello stesso sesso, si attireranno tra loro, accentuando i pensieri che hanno in comune.

Che dire dell'Amore a prima vista? Dato che pensieri simili si attraggono, e ciò avviene con il tempo ed in modo graduale, non è possibile che due persone si attraggano per la prima volta quando hanno molti pensieri in comune. E quindi non può esserci un vero amore a prima vista. Quello che può succedere è di avere come pensiero un certo stereotipo di partner o persona dell'altro sesso in generale (dovuto alla cultura, all'istruzione, ai media o ad altro) e che questo valga per entrambi, dato che tale pensiero non sarebbe venuto a galla se uno dei due non avesse avuto in sé tale pensiero. In tal caso può esservi una sorta di "amore a prima vista", 
o meglio una fantasia sul partner ideale.

Che dire invece dell'Amore platonico?
(Da non confondersi con Amore Amichevole, infatti per Platonico si intende una forma di Amore sublimata, priva di dimensione sessuale e passionale) cioè di un amore non fisico. 
L'amore non fisico non è amoreè solo una comunanza di pensieri non così forte basata su fantasie di partner ideale. Più forte è la comunanza di pensieri, e più forte è l'attrazione fisica. Se non c'è attrazione fisica, significa che non c'è una forte comunanza di pensieri, e quindi sintoniaEcco perché il vero amore tra forme complementari è lento. Perché inizialmente ci si attrae perché si hanno pochi pensieri in comune, e man mano che i pensieri in comune aumentano, l'attrazione è sempre maggiore. E' vero però che una cosa particolare succede tra forme gemelle: che quando si incontrano, anche se tra loro ci sono ancora pochi pensieri in comune, si percepisce una certa attrazione fisica reciproca. Cosa che, a parità di pensieri in comune, non capiterebbe con un'altra persona.
Molti non saranno d'accordo con me, tanti magari si. Ricorda comunque che il “generatore” della tua realtà resta sempre e solo la tua forma pensiero.

Dobbiamo smettere di guardare alla propria vita dal punto di vista della personalità, imparando invece a identificarsi con l'essere che c'è in noi. Siamo molto più potenti di ciò che ci hanno fatto credere. Il freno della Paura è ciò che ci impedisce di assumerci in pieno la responsabilità della nostra vita e di accedere al nostro potere personale: una riserva di energia direttamente connessa con la fonte di energia prima che governa l'universo. Abbandona la paura e la necessità di controllare, e accetta la responsabilità derivante dall'essere un individio connesso al tutto e dotato del potere più grosso: il potere di creare.


Claudio Gandhi


INNAMORARSI (Prima parte)


Prima o poi capita a tutti, incontriamo una persona speciale, cominciamo ad osservarla in modo diverso e all'improvviso cresce una strana sensazione, e iniziamo a pensare: “ Mi sembra di conoscerla/o da sempre.. ”

<< Mentre la osservo negli occhi, ascolto la sua voce e vengo proiettato in luoghi fuori dal tempo, dove ricordo momenti indescrivibili.. La mia mente è pervasa da immagini che non so spiegare, dove rammento tempi di cui non so. Mi ritrovo in una dimensione dove il cuore si riempie di sensazioni ancestrali dimenticate nel profondo di me stesso. Il tempo trascorre, crescono emozioni in me uniche, mi sento completamente avvolto in lei, non riesco a pensare ad altro che al suo viso, ai suoi occhi, al suo modo di muovere le labbra, e tutto ciò, mi fa stare incredibilmente bene.. >>

Frasi espresse in questo modo fanno subito pensare ad un colpo di fulmine, un entusiasmo passionale straordinariamente intenso ma passeggero. Ma si tratta sempre e solo di infatuazione? Non potrebbe essere qualcosa di diverso?

Il cosiddetto “colpo di fulmine” nasce in Occidente, nell'antica Grecia, per poi diffondersi in ogni campo, nell'arte, nella letteratura, in tutta la storia antica e moderna. Sviluppatosi come rivalutazione dei sentimenti soggettivi, di solito innesca quel processo sentimentale che chiamiamo amore romantico. Tutte le civiltà hanno sperimentato questo stato d'animo, in oriente per esempio, per la civiltà cinese o indiana l'amore costituisce più una conseguenza che una causa delle unioni matrimoniali, qualcosa che si costruisce giorno per giorno, basato sull'affetto e su interessi comuni. 

Poi ci sono le esperienze d'amore esoterico, come il Tantrismo, dove il praticante trascende se stesso tramite un unione sessuale “sacra” per risvegliare, con il flusso energetico che si crea, Kundalini, che percorrendo la colonna vertebrale, sblocca i chakra permettendo la connessione con l'energia cosmica.

A livello fisico, il colpo di fulmine si esprime in modo diverso rispetto ad una relazione stabile a lungo termine, per via degli ormoni che il corpo produce a livello biochimico.

Dal punto di vista scientifico, diversi ricercatori si sono imbattuti in questo campo, conducendo studi di ogni genere, arrivando a stabilire persino il tempo utile ad una persona di innamorarsi di un'altra: 20 centesimi di secondo.
In quell'istante, nel nostro cervello si attivano diverse aree, che valutano le caratteristiche della persona che stiamo osservando in modo “speciale”, in maniera rapidissima, ed in caso di di risposta positiva, viene stimolata la produzione di diversi neurotrasmettitori, come la noradrenalina, la feniletilamina (PEA) e la dopamina, oltre che di estrogeni e testosterone, responsabili dell'euforia, dell'eccitazione e dello stato generale di iperattività benessere e buonumore. Questi neurotrasmettitori sono il mezzo per cui le persone interessate, ricercano l'accoppiamento, predisponendosi all'unione sessuale.

Altri ormoni, quali l’ossitocina (per le donne) e la vasopressina (per gli uomini), entrano in gioco invece più tardi. L’ossitocina, nota come “ormone dell’amore”, viene prodotta in seguito a carezze e coccole (principale ormone prodotto durante l’allattamento, stimola la relazione di attaccamento e affetto tra madre e figlio), e induce un senso di fiducia e desiderio di protezione, diminuendo le capacità della memoria offuscando i ricordi, rinforzando il legame con il partner.

La vasopressina invece è un ormone connesso alla regolazione del bilancio idrico e la sua produzione innesca un maggior desiderio di proteggere la compagna e la prole. Sono ossitocina e vasopressina a garantire, nel periodo che fa seguito al colpo di fulmine, la stabilità del rapporto. L’innamoramento comunque porta con sé anche un forte aumento dei livelli di stress, sia negli uomini che nelle donne, mentre l’atto sessuale che ne consegue, costituisce un toccasana per l’organismo, migliorando l’attività cellulare, funzionando come anti età, come tonico e come stimolante delle difese immunitarie.

Nel campo psicologico ci si è spinti molto nella ricerca delle cause dell'innamoramento “fulmineo” , per Sigmund Freud psicoanalista austriaco del secolo scorso, fondatore della psicoanalisi, dietro ai sentimenti di infatuazione e di amore sta nascosto semplicemente il nostro bisogno di accoppiarci, di fare sesso, e in seguito di garantirci la possibilità di farlo con sicurezza e agio insieme a una persona sempre disponibile per noi.

Secondo Carl Gustav Jung, psicoanalista svizzero dello stesso secolo, l’innamoramento è ciò che ci permette di trascendere noi stessi, superare, andare oltre per arrivare ad uno stato superiore di coscienza.

Wilhelm Reich, allievo di Freud e psicoanalista austriaco, sostiene che l’amore, e in particolare l’orgasmo, permette all’uomo di rilasciare quantità immense di energia bloccata, collegandolo al resto del Cosmo. In particolare, secondo Reich l’orgasmo causa il rilascio delle emozioni dai muscoli e la perdita del sé, portando oltre le inibizioni.

Secondo Reich la salute psichica e la capacità di amare dipendono dalla “potenza orgasmica”, ovvero dalla possibilità di scaricare completamente la libido. Scriveva: “Non si tratta semplicemente del sesso… non dell’abbraccio in sé, né dell’amplesso. E’ la reale esperienza emotiva della perdita del tuo ego, del tuo intero sé spirituale”.

Personalmente mi ritrovo d'accordo con il pensiero di questo illustre psicoanalista austriaco, oltre che con l'immenso Jung, anche se la mia formazione esoterica mi ha condotto a percorrere strade simili, ma sostanzialmente differenti.

Reich aveva intuito che nel sesso, conseguenza dell’innamoramento, risiede un enorme potenziale di crescita personale, che trascende il rapporto di coppia, stesso principio racchiuso nel Tantra, la liberazione consapevole dell’enorme potenziale energetico racchiuso dentro di noi, che può renderci padroni di noi stessi in armonia con l'universo.

La funzione dell'innamoramento quindi, non sarebbe solo la propagazione della specie umana, ma la sua evoluzione in termini spirituali, e l’energia sessuale non è che uno strumento per conoscere se stessi e sbloccare le proprie potenzialità.

Se questa energia (l'energia principale di questo piano tridimensionale) venisse utilizzata consapevolmente e con amore, permetterebbe la trascesa di se stessi, favorendo l'unione con l'altro eludendo la mente razionale, portando la coppia alla consapevolezza del significato di essere una cosa sola, superando i confini individuali mescolandosi all'universo.

Tutto ciò che ho scritto fino ad ora è un sunto del pensiero di illustrissimi scienziati, ricercatori, filosofi e mistici, ma è davvero tutto qui? 

Secondo il mio punto di vista, la risposta è no.

Fine prima parte

Claudio Gandhi