sabato 9 aprile 2016

IL NETTARE DEGLI DEI


Premessa

Le informazioni che troverai in questo testo sono molto sensibili e controverse. Chi mi conosce sa che il mio punto di vista è noto per essere discordante e contrario al pensiero comune. Dovrai usare la tua intuizione e il tuo giudizio per discernere ciò che stai per leggere. L'argomento che andrò ad affrontare è stato presentato più volte da diversi ricercatori, è un argomento che viene riproposto ciclicamente, ma per la delicatezza dei suoi contenuti, difficilmente viene tenuto in considerazione, dato che ribalta le più note credenze popolari nel campo religioso e spirituale. Mi auguro che coloro che leggeranno questo testo abbiano una notevole apertura mentale.
Non posso affermare con totale certezza che le informazioni che andrai ad acquisire con questa lettura siano vere e assolute, non ho prove “tangibili” di ciò che sostengo. Ho solo le considerazioni di alcuni ricercatori come me, 
(quindi non sono il solo a pensarla in questo modo) che si sono spinti ad indagare in questo settore particolare. Nessuno di noi può essere certo di sostenere il vero, per ora è un discorso teorico, ma le informazioni che mi “arrivano”, ciò che osservo e soprattutto ciò che "percepisco", mi conducono verso questo infausto scenario.

Introduzione

Ti sei mai chiesto il motivo per cui Dio ha costruito un mondo in cui l'unico modo per sopravvivere è quello di divorare materialmente qualcosa, o nel peggiore dei casi, che poi è quello che capita più frequentemente, togliere la vita ad una forma animale o vegetale?
Per sopravvivere, l'uomo deve per forza consumare qualcosa, si passa dal consumo di un frutto o un seme, al consumo di un corpo animale o vegetale, con l'aggravante che in questo ultimo caso, si toglie la vita a qualcosa.
Perché siamo obbligati a nutrirci?
Viviamo su questa terra secondo una legge non scritta ma palese, la legge del predatore e della preda. La vita è un processo al consumo di altri esseri viventi e non viventi, per rimanere il più possibile in vita, fino alla morte, che a sua volta consuma il corpo fisico che rimane inerme. La nostra vita è un'ossessionante rincorsa al consumo, che abbraccia tutti i rami della nostra esistenza, dall'alimentazione alla vita sociale.
Mangiare è un requisito per la vita biologica, come noi la conosciamo. E' il filo conduttore dell'esistenza materiale, la catena che ci lega alla legge del consumo obbligato di altri esseri viventi e non viventi. Ribellarsi a questa legge è impossibile, come ben sai, si è puniti con la morte. O consumi e ti nutri, o muori. Quanto tempo rimarresti in vita se ti rifiutassi di mangiare? Forse un paio di mesi, e poi? Conosci la risposta..
Persone come me, hanno scelto un'alimentazione priva di corpi animali, nel rispetto della vita altrui, ma consumare vegetali, come la verdura ad esempio, implica il consumo di un'essere vivente, un essere che è coscienza, che si percepisce e desidera vivere, come noi.
I vegetali, hanno coscienza di se stessi, hanno emozioni, percepiscono di essere, e vorrebbero continuare ad essere ciò che sono. Ma per necessità, l'agricoltore raccoglie il grano con la mietitura, uccidendo la piantina che lo produce.
Il veganismo dice che per applicare per intero il principio del rispetto della vita, bisognerebbe consumare i frutti delle piante, che per natura, servono a seminare il terreno circostante per la continuazione della specie, difatti il frutto viene abbandonato dalla pianta spontaneamente per disperdere i semi contenuti in esso.
Ma mangiare il frutto, significa consumarlo, quindi, anche se dal punto di vista vegano e del principio del rispetto della vita, mangiare il frutto non arreca nessuna sofferenza o danno alla pianta, questo non spiega perché comunque l'uomo per sopravvivere debba per forza consumare il frutto stesso.
Da tempo mi pongo una domanda, a cui ho dato una sola risposta, una domanda che molti evitano di porsi, perché scomoda, la cui risposta istintiva implica l'utilizzo di una quantità indecifrabile di preconcetti e pregiudizi. Che tipo di Dio ( o Dei) buono e amorevole potrebbe mai creare un mondo basato sull'uccidere e sul consumo obbligato? Perché dobbiamo venire al mondo e lottare per non morire di fame ( o di sete)? Per sopravvivere, perché dobbiamo uccidere o distruggere altre vite o cose?
Un Dio Onnipotente, Onnisciente e Infinitamente Buono, capace di tutto, sopra ogni cosa, che bisogno aveva di creare un mondo dove si è obbligati al consumo per vivere? Un dio onnipotente, può tutto, quindi non consuma, vive in eterno. Un dio infinitamente buono non ha bisogno di creare la morte se è infinitamente amorevole (amore puro), quindi non uccide. Un dio onnisciente sa tutto, quindi non deve sperimentare nulla, che senso ha il ciclo della vita umana? Siamo o non siamo ad immagine e somiglianza di dio?
Se lo siamo, siamo dei minori? Se non lo siamo, cosa siamo?
E' tutta colpa della storiella di Adamo ed Eva? Adamo non doveva mangiare il frutto (guarda caso) offerto dal serpente? Ma se Adamo (l'uomo) si è ribellato alla volontà di dio, assaggiando il frutto del male cedendo alla tentazione, significa che l'uomo è stato creato imperfetto? Oppure, un dio d'amore, perfetto ed eterno, perché crea il male come opposizione al bene? Il paradiso terrestre era perfetto, perché creato da un dio perfetto, che ha creato un essere vivente perfetto. Come è possibile che questa creatura perfetta si sia fatta tentare? La perfezione può generare imperfezione?
Domande scomode, che hanno una sola risposta..

To be continue

Claudio