sabato 10 dicembre 2016

INNAMORARSI (Prima parte)


Prima o poi capita a tutti, incontriamo una persona speciale, cominciamo ad osservarla in modo diverso e all'improvviso cresce una strana sensazione, e iniziamo a pensare: “ Mi sembra di conoscerla/o da sempre.. ”

<< Mentre la osservo negli occhi, ascolto la sua voce e vengo proiettato in luoghi fuori dal tempo, dove ricordo momenti indescrivibili.. La mia mente è pervasa da immagini che non so spiegare, dove rammento tempi di cui non so. Mi ritrovo in una dimensione dove il cuore si riempie di sensazioni ancestrali dimenticate nel profondo di me stesso. Il tempo trascorre, crescono emozioni in me uniche, mi sento completamente avvolto in lei, non riesco a pensare ad altro che al suo viso, ai suoi occhi, al suo modo di muovere le labbra, e tutto ciò, mi fa stare incredibilmente bene.. >>

Frasi espresse in questo modo fanno subito pensare ad un colpo di fulmine, un entusiasmo passionale straordinariamente intenso ma passeggero. Ma si tratta sempre e solo di infatuazione? Non potrebbe essere qualcosa di diverso?

Il cosiddetto “colpo di fulmine” nasce in Occidente, nell'antica Grecia, per poi diffondersi in ogni campo, nell'arte, nella letteratura, in tutta la storia antica e moderna. Sviluppatosi come rivalutazione dei sentimenti soggettivi, di solito innesca quel processo sentimentale che chiamiamo amore romantico. Tutte le civiltà hanno sperimentato questo stato d'animo, in oriente per esempio, per la civiltà cinese o indiana l'amore costituisce più una conseguenza che una causa delle unioni matrimoniali, qualcosa che si costruisce giorno per giorno, basato sull'affetto e su interessi comuni. 

Poi ci sono le esperienze d'amore esoterico, come il Tantrismo, dove il praticante trascende se stesso tramite un unione sessuale “sacra” per risvegliare, con il flusso energetico che si crea, Kundalini, che percorrendo la colonna vertebrale, sblocca i chakra permettendo la connessione con l'energia cosmica.

A livello fisico, il colpo di fulmine si esprime in modo diverso rispetto ad una relazione stabile a lungo termine, per via degli ormoni che il corpo produce a livello biochimico.

Dal punto di vista scientifico, diversi ricercatori si sono imbattuti in questo campo, conducendo studi di ogni genere, arrivando a stabilire persino il tempo utile ad una persona di innamorarsi di un'altra: 20 centesimi di secondo.
In quell'istante, nel nostro cervello si attivano diverse aree, che valutano le caratteristiche della persona che stiamo osservando in modo “speciale”, in maniera rapidissima, ed in caso di di risposta positiva, viene stimolata la produzione di diversi neurotrasmettitori, come la noradrenalina, la feniletilamina (PEA) e la dopamina, oltre che di estrogeni e testosterone, responsabili dell'euforia, dell'eccitazione e dello stato generale di iperattività benessere e buonumore. Questi neurotrasmettitori sono il mezzo per cui le persone interessate, ricercano l'accoppiamento, predisponendosi all'unione sessuale.

Altri ormoni, quali l’ossitocina (per le donne) e la vasopressina (per gli uomini), entrano in gioco invece più tardi. L’ossitocina, nota come “ormone dell’amore”, viene prodotta in seguito a carezze e coccole (principale ormone prodotto durante l’allattamento, stimola la relazione di attaccamento e affetto tra madre e figlio), e induce un senso di fiducia e desiderio di protezione, diminuendo le capacità della memoria offuscando i ricordi, rinforzando il legame con il partner.

La vasopressina invece è un ormone connesso alla regolazione del bilancio idrico e la sua produzione innesca un maggior desiderio di proteggere la compagna e la prole. Sono ossitocina e vasopressina a garantire, nel periodo che fa seguito al colpo di fulmine, la stabilità del rapporto. L’innamoramento comunque porta con sé anche un forte aumento dei livelli di stress, sia negli uomini che nelle donne, mentre l’atto sessuale che ne consegue, costituisce un toccasana per l’organismo, migliorando l’attività cellulare, funzionando come anti età, come tonico e come stimolante delle difese immunitarie.

Nel campo psicologico ci si è spinti molto nella ricerca delle cause dell'innamoramento “fulmineo” , per Sigmund Freud psicoanalista austriaco del secolo scorso, fondatore della psicoanalisi, dietro ai sentimenti di infatuazione e di amore sta nascosto semplicemente il nostro bisogno di accoppiarci, di fare sesso, e in seguito di garantirci la possibilità di farlo con sicurezza e agio insieme a una persona sempre disponibile per noi.

Secondo Carl Gustav Jung, psicoanalista svizzero dello stesso secolo, l’innamoramento è ciò che ci permette di trascendere noi stessi, superare, andare oltre per arrivare ad uno stato superiore di coscienza.

Wilhelm Reich, allievo di Freud e psicoanalista austriaco, sostiene che l’amore, e in particolare l’orgasmo, permette all’uomo di rilasciare quantità immense di energia bloccata, collegandolo al resto del Cosmo. In particolare, secondo Reich l’orgasmo causa il rilascio delle emozioni dai muscoli e la perdita del sé, portando oltre le inibizioni.

Secondo Reich la salute psichica e la capacità di amare dipendono dalla “potenza orgasmica”, ovvero dalla possibilità di scaricare completamente la libido. Scriveva: “Non si tratta semplicemente del sesso… non dell’abbraccio in sé, né dell’amplesso. E’ la reale esperienza emotiva della perdita del tuo ego, del tuo intero sé spirituale”.

Personalmente mi ritrovo d'accordo con il pensiero di questo illustre psicoanalista austriaco, oltre che con l'immenso Jung, anche se la mia formazione esoterica mi ha condotto a percorrere strade simili, ma sostanzialmente differenti.

Reich aveva intuito che nel sesso, conseguenza dell’innamoramento, risiede un enorme potenziale di crescita personale, che trascende il rapporto di coppia, stesso principio racchiuso nel Tantra, la liberazione consapevole dell’enorme potenziale energetico racchiuso dentro di noi, che può renderci padroni di noi stessi in armonia con l'universo.

La funzione dell'innamoramento quindi, non sarebbe solo la propagazione della specie umana, ma la sua evoluzione in termini spirituali, e l’energia sessuale non è che uno strumento per conoscere se stessi e sbloccare le proprie potenzialità.

Se questa energia (l'energia principale di questo piano tridimensionale) venisse utilizzata consapevolmente e con amore, permetterebbe la trascesa di se stessi, favorendo l'unione con l'altro eludendo la mente razionale, portando la coppia alla consapevolezza del significato di essere una cosa sola, superando i confini individuali mescolandosi all'universo.

Tutto ciò che ho scritto fino ad ora è un sunto del pensiero di illustrissimi scienziati, ricercatori, filosofi e mistici, ma è davvero tutto qui? 

Secondo il mio punto di vista, la risposta è no.

Fine prima parte

Claudio Gandhi


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